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Pubblicato il da naturalista d'oro

Nell’Estremo Oriente della Russia è stato svolto un censimento sulla tigre siberiana. Il numero esatto degli esemplari sarà annunciato ad aprile 2012. Secondo i dati preliminari, le tigri siberiane sarebbero 450-500. La popolazione rimane stabile e questo significa che le misure intraprese in difesa dell’animale hanno avuto successo. Entro la fine del decennio il numero degli animali dovrà aumentare fino a 600, come previsto dal piano approvato nel 2010 a San Pietroburgo durante il Forum internazionale per la salvaguardia delle tigri.

 

Negli ultimi cento anni il numero delle tigri nel mondo è diminuito di 25-30 volte, nonostante già da tempo l’animale sia iscritto sul libro rosso delle specie in pericolo, mentre tre sottospecie, la tigre del Caspio, la tigre di Bali e la tigre di Giava, sono da considerarsi ormai estinte.


In Russia la caccia di frodo ha infuriato negli anni ’90: ogni anno si uccidevano 50-80 animali. Il prezzo minimo pagato dai cinesi per ogni esemplare era di 6.000 dollari. Nella medicina orientale tradizionale i denti, gli artigli e le ossa della tigre sono usati come tonificanti.
Secondo l’analista della Società geografica russa Valerij Shmunk, è possibile aumentare la popolazione delle tigri siberiane fino a 600 esemplari entro il 2022. Per la foresta di Ussuri sarebbe il numero ottimale.


"Nella taiga, le principali zone di caccia dell’animale sono le macchie di cedri e di roveri, alberi che nel passato venivano tagliati in massa", dice Yuri Darman, esperto della sezione dell’Estremo Oriente del Wwf. "Con lo stop al taglio degli alberi di cedro per scopi commerciali, la situazione è più tranquilla per le tigri. L’anno scorso c’è stata una buona quantità di pinoli di cedro e adesso ci sono parecchi cinghiali. Quindi quest’anno ci aspettiamo la nascita di diversi cuccioli di tigre".


Un’altra misura volta a salvaguardare le tigri consiste nello sviluppo delle aree naturali protette. Adesso, per esempio, nella parte Sud-Ovest del Territorio del Litorale viene creato il parco nazionale “Terra dei leopardi”. "In questa zona, - spiega Yuri Darman -, esistevano già due aree protette; ora viene creato un parco più grande che si estenderà per quasi 70 chilometri lungo la frontiera russo-cinese e confinerà con due riserve naturali della Cina. Complessivamente si avrà un’area dove potranno vivere comodamente almeno 100 tigri".

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