Friday 4 november 2011
5
04
/11
/Nov
/2011
14:18
Missione Marte" compiuta per i sei astronauti 'virtuali' usciti oggi dalla navicella spaziale in cui sono rimasti per 520 giorni per simulare un futuro viaggio sul
Pianeta rosso. Il portellone sigillato il 3 luglio 2010 è stato aperto sei "marsonauti", tra questi l'italo-colombiano Diego Urbina. I suoi cinque colleghi di avventura sono stati due russi, un
francese, un cinese.
Un'equipaggio di età compresa tra 27-38 anni, che in questi mesi di isolamento hanno comunicato con i team tecnici e le loro famiglie in gran parte
via e-mail, con un ritardo 40 minuti per simulare la distanza. Tre di loro sono stati separati dal gruppo per effettuare una simulazione su "suolo marziano". Ora "mi sono disabituato a stare su
grandi superfici, vorei al'inizio semplicemente passeggiare in un po' in città, in giro per Mosca, prima amavo molto farlo", ha raccontato il capitano Aleksei Sitev prima della conclusione
dell'esperimento, che sarà seguito da otto giorni di silenzio stampa.
I 520 giorni di clausura sono serviti a simulare il tempo necessario per raggiungere Marte, quasi 250 giorni, per passare un mese di esperienza sul
Pianeta Rosso, e il ritorno sulla Terra. Il vascello è diviso in tre moduli: Abitativo, Medico e Manutenzione. Lo scopo della missione è studiare gli effetti sugli uomini di isolamento, mancanza
di luce naturale e aria fresca, e la limitazione di contatti umani. E in questo progetto l'Italia è in prima fila non solo perché ha un uomo all'interno dei simulatori, ma perché università e
industrie private hanno dato un consistente contributo in termini di uomini e finanziamenti. L'Università di Bologna, di Milano e della Tuscia, il Cnr di Pisa, l'Inrca di Roma e la fondazione
Maugeri di Milano hanno messo a disposizione laboratori e scienziati. Varie aziende, invece, tra cui Granarolo, Coswell, Colussi e Sofar, hanno finanziato le ricerche e sviluppato prodotti per
l'alimentazione degli astronauti, il monitoraggio della loro salute ed eventuali interventi terapeutici.
La missione Mars 500 non nasce dal nulla: è stata preceduta da due esperimenti di durata inferiore: il primo, che ha comportato un isolamento dei
volontari per 14 giorni, si è concluso nel novembre del 2007; il successivo, che ha avuto termine nel luglio del 2009, è invece durato 105 giorni. Le aspirazioni 'marziane' non sono esclusiva
dell'Agenzia Europea: anche la Nasa è interessata a raggiungere Marte e già nel 2008 alcuni ricercatori del Mit passarono due settimane nel deserto dello Utah per ricreare le condizioni
ambientali di una permanenza sul pianeta.
Secondo recenti stime, una missione su Marte costerebbe intorno ai 160 miliardi di dollari e oggi l'ente spaziale russo, Roskosmos, dice che sarà
fattibile già nel 2030. Oltre a Russia, Cina ed Europa, Obama e la Nasa puntano proprio su questo obiettivo per rilanciare le missioni Usa. Ma la soluzione più ovvia che balza alla mente è una
missione di respiro mondiale, che coinvolga il maggior numero di Paesi della Terra per ottenere le risorse necessarie a mettere in piedi tutto il necessario. Tuttavia in America una delle
proposte avanzate è quella di una sponsorizzazione della missione da parte delle grandi corporazioni. L'idea della Nasa prevede la partecipazione di multinazionali del calibro di Google e
Microsoft in un progetto, che ovunque raccimoli i fondi, sarà titanico.
FONTE: TISCALI
Commenti recenti